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La Riserva Naturale VERDEMARE, situata presso i Piani d’Invrea nel Comune di Varazze (Savona), è nata per dare un esempio concreto di educazione ambientale ai ragazzi delle scuole medie, nell’ambito di un concorso internazionale del 2002 per progetti di tutela dell’ambiente marino costiero ligure.

Pur con ottimismo e determinazione, neanche i fondatori stessi pensavano di riuscire a realizzare questo sogno naturalistico, ovvero coinvolgere attivisti, proprietari terrieri e istituzioni nel condividere un progetto di completo recupero di vaste aree costiere (1.100.000 mq.) sia dal punto di vista dell’assetto idrogeologico e del suolo, sia dello sviluppo vegetazionale, con l’impianto di centinaia di nuove piantine, e con la cura delle varietà spontanee, cioè leccio, roverella e così tutte le specie autoctone.

Con l’ausilio di amici volontari e dopo una lunga trafila burocratica, è stato possibile avviare questo progetto, ottenendo finanziamenti pubblici comunitari finalizzati alla salvaguardia di aree percorse da incendi. Partendo appunto dalla desolante visione del paesaggio dopo i devastanti incendi del 2001 a Varazze e dopo le diverse alluvioni successive, si è deciso di iniziare questa avventura, tutt’ora in vigorosa attività, coinvolgendo a fasi e tappe alterne quante più persone e soggetti pubblici possibili, progredendo con numerosi lavori; alcuni già chiusi, altri in corso d’opera, tutti sempre e comunque inerenti il consolidamento dei versanti e dei rii, il recupero della fertilità dei suoli, l’incremento della biodiversità.

È importante sottolineare che strada facendo si è delineata la fisionomia del progetto e i risultati concreti si sono visti con una crescita notevole di ricchezza ambientale e nella soddisfazione naturalistica dei partecipanti, pur non senza difficoltà. L’attività sul campo, manuale e pratica, ha inoltre superato per utilità l’aspetto formale. Naturalmente per piantare 1.000 alberelli e gestire altre 500.000 piante spontanee circa, è stato ed è sempre determinante l’aiuto di professionisti come geologi, agronomi forestali e di una squadra di operai forestali organizzata per coronare un progetto ambizioso, oltre al credere nei propri obiettivi. In sintesi, oltre alla visione etica e personale di cosa siano ambiente, natura, educazione, come agire ed intervenire e dove si ha il diritto di arrivare nel modificare l’ambiente in cui viviamo, è bello poter in primis condividere e agire insieme, muovere al contempo un’economia nuova e fruire del prezioso lavoro di operai forestali, guardie e guide ambientali, nonché sfruttare energie rinnovabili e favorire l’agricoltura.

In questo quadro generale si innestano, è così il caso di dire, le nostre migliori alleate, le Api: sentinelle del territorio e fecondatrici di piante, esse sono fondamentali perché aggiungono vita alla vita in un percorso millenario di collaborazione con l’uomo.

 

 

 

Nel caso di VERDEMARE le api hanno avuto un ruolo iniziato con le prime 4 arnie, in due anni arrivate a 18, ruolo che tuttora si desidera incrementare nel numero e nella qualità delle famiglie, per favorire così la piantagione di frutta coltivata e le piante spontanee, ma soprattutto favorire quella sperimentazione del monitoraggio ambientale fondamentale per una buona riuscita del progetto. Per questo fine verrà a breve installata una stazione composta da una nuova tipologia di arnia, molto grande e trasparente, ove registrare la nota danza delle api, per fornire dati utili alla ricerca scientifica nella prevenzione dei danni ambientali e per favorire lo sviluppo di nuove risorse.

 

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